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Musei e arte a Sens: la cattedrale, un David discusso e Marquet

Un santo torna per mare verso la morte; un imperatore passa davanti al macellaio. Piccoli dettagli avvicinano storie lontane attorno alla cattedrale.

2 novembre 2026 · 7 min di lettura · Redazione di ART WIKI

Nel 1835 demolire antiche mura pose una domanda: che fare delle pietre? Blocchi romani scolpiti furono raccolti nel giardino del municipio, antenato improvvisato del Musée de Sens. Qualcuno aveva rifiutato di far scomparire materiale edilizio. I dipinti arrivarono invece per eredità, acquisto statale e dono di collezionisti moderni.

A Sens una giornata può restare vicina alla cattedrale viaggiando fra esilio inglese, umiliazione imperiale e porto bretone. Chiesa al mattino, museo nel pomeriggio. Nell'autunno 2026 il tesoro della cattedrale è temporaneamente chiuso: fondate la prima visita sulle vetrate.

Una barca nel vetro, un esule inglese

Thomas Becket venne nel 1164 a incontrare Alessandro III e ripassò nel 1170 prima di Canterbury. La vicenda fu storia locale prima di diventare leggenda nel vetro. Nella sua finestra cominciate dal basso: una barca attraversa la Manica; più in alto l'accoglienza lascia posto all'assassinio.

La vetrata del primo Duecento, probabilmente installata dopo l'incendio del 1207, si legge dal basso in alto e da sinistra a destra. Prima della superficie scintillante seguite un ginocchio piegato o un braccio. Le piccole architetture contengono una storia che le supera: ritorno, uomini armati, morte e santificazione di chi aveva cercato rifugio qui.

Guardate anche Saint-Étienne, iniziata negli anni Trenta del XII secolo, fra le prime grandi chiese gotiche. Le volte esapartite della navata appartengono all'esperimento iniziale; le ampie vetrate del transetto ai lavori di Martin Chambiges attorno al 1500. Due ambizioni luminose: racconto medievale serrato e grandi distese di vetro.

David prima dei discorsi pubblici

Giove e Antiope, attribuito al giovane David e solitamente datato 1771, mostra Giove satiro scoprire una dormiente. Sul retro l'inventario nazionale registra una pescivendola abbozzata. Mito elevato e lavoro ordinario condividono una tela che conserva anche attività pratica incompiuta.

Nymphe endormie et satyre ; Jupiter et Antiope
Giove e Antiope, attribuito a David, generalmente 1771. Sul retro è abbozzata una pescivendola. Vedi l’opera →

Il quadro passò a Madame Baudry, parente dell'architetto Buron che aiutò a crescere David, poi al museo col lascito Adolphe Guillon del 1896. La famiglia può custodire ciò che un racconto successivo della carriera trova scomodo. Prima del grande David, guardate morbidezza del corpo e gesto dell'intruso.

L'ex palazzo arcivescovile conteneva appartamenti e uffici, poi ospitò scuola e convitto femminili. Le sale museali aprirono dal 1985. Nel cortile una stessa porta può ricordare cerimonia clericale, giornata scolastica e visita a un quadro. Fermatevi sull'edificio fra un'opera e l'altra.

L'imperatore passa dal macellaio

Gusci d'ostrica e suole buttate colpirono Henry Houssaye al Salon del 1882, davanti a Vitellio trascinato dal popolo per le strade di Roma di Georges Rochegrosse. Notò anche organi animali appesi alla bottega. I resti portano il crollo imperiale al livello della strada percorsa da un uomo terrorizzato.

Vitellius traîné dans les rues de Rome
Rochegrosse, Vitellio trascinato per le strade di Roma, 1882. La storia imperiale compressa nella folla. Vedi l’opera →

Premiata nel 1882 e comprata dallo Stato al Salon, la tela nacque da un artista cresciuto nella casa del patrigno poeta Théodore de Banville, dove l'antico alimentava storie nuove. L'erudizione diventa spettacolo. Alta quasi due metri e mezzo ma molto più stretta, fa premere la folla longitudinalmente, senza spazio comodo per imperatore o spettatore.

Houssaye la paragonò a un episodio della Rivoluzione o della Comune: reazione ottocentesca, non prova romana. Si riconosce una folla politica prima dei costumi. Dopo gli episodi distinti di Becket, la calca toglie respiro. In pochi passi Sens offre due modi diversi di raccontare la storia.

Marquet lascia acqua fra noi e il molo

Due uomini alla ringhiera e ombre lunghe segnano l'ora in Audierne, detto anche Porto di Audierne: mattino. Nel 1928 Marquet guardò dall'alto, probabilmente da una finestra: tetti e banchine diagonali, alberi verticali, piccoli rossi nei colori contenuti. Dopo la folla, cambia la compagnia.

Audierne
Marquet, Audierne, 1928. Ombre lunghe e due figure indicano una mattina quieta. Vedi l’opera →

Il dono di Lucien e Fernande Marrey del 2008 aggiunse scelte private novecentesche ad archeologia e lasciti antichi. Seguite un albero nel riflesso spezzato, poi tornate al bordo solido della banchina. Acqua e muratura rispondono diversamente al pennello nello stesso rettangolo.

Finite nel giardino dell'orangerie, costruita negli anni Quaranta del Settecento per l'arcivescovo Languet de Gergy e poi palestra della scuola femminile. Gli utensili scolpiti sul frontone ricordano gli agrumi invernali. In autunno il museo apre 13:30–17:30, salvo martedì; chiude in gennaio e l'ingresso è gratuito. Confermate il quadro desiderato prima di comprare il viaggio e lasciate luce al giardino.

In copertina: Nymphe endormie et satyre ; Jupiter et Antiope — Jacques-Louis David. Cl. J.-P. Elie, Musées de Sens; Ministère de la Culture (France), base Joconde