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Musei e arte a Rennes: Rubens, Veronese e il Parlamento di Bretagna

Una caccia principesca arrivò dopo una confisca militare. Dal suo animale più piccolo si passa a un gabinetto privato e a un palazzo salvato dall'incendio.

2 novembre 2026 · 7 min di lettura · Redazione di ART WIKI

Il cavallo s'impenna, il cavaliere si torce e la tigre l'ha raggiunto. Nella Caccia alla tigre di Rubens nessun punto è sicuro. Vicino ai piedi del cavallo una tigre porta invece il cucciolo al riparo. Fra le armi alzate è facile perdere quella fuga, che dà alla caccia un altro lato.

Prevedete uno o due giorni a Rennes: Musée des Beaux-Arts sul quai Émile-Zola e visita prenotata al Parlement de Bretagne, poi Musée de Bretagne ai Champs Libres nella seconda mattina. Collezionismo aristocratico, confische, salvataggi e immagini di un errore giudiziario si collegano camminando.

Rubens: dalla Baviera alla Bretagna

Massimiliano di Baviera acquistò quattro cacce di Rubens per Schleissheim. Questa, dipinta circa nel 1616, è registrata nella sala da pranzo nel 1637. Le forze francesi asportarono il gruppo nel 1800; la tela arrivò da Parigi a Rennes nel 1811. La geografia del museo segue potere militare e redistribuzione, senza che una tigre abbia mai dovuto essere cacciata qui.

Seguite un'arma, poi un corpo animale: ogni movimento ne incontra un altro. Rubens riprese l'energia della perduta battaglia di Leonardo, nota attraverso copie, mutando soldati in cavalieri e belve. I costumi non fissano un luogo ordinario. È un teatro inventato del pericolo per una grande parete.

Caccia alla tigre
Rubens, circa 1616. Fra attacchi e contrattacchi, una tigre porta il cucciolo al sicuro. Vedi l’opera →

Notato il piccolo, gli animali diventano più di ostacoli al coraggio umano. Il dettaglio complica l'immagine senza trasformarla necessariamente in condanna della caccia. Dedicate ai margini quanto al cavallo: mettono in dubbio la prima impressione eroica.

La raccolta del giudice esce di casa

Christophe-Paul de Robien, presidente al Parlamento di Bretagna, riunì nel Settecento migliaia di opere, antichità ed esemplari naturali. Ereditato dal figlio, il gabinetto fu confiscato nella Rivoluzione. Nel 1794 Pierre de Quéru, inventariandolo, ne ammirò l'abbondanza lamentando il disordine: qualcuno doveva pur classificare tutto.

Da confische, depositi statali, doni e acquisti crebbero le raccolte pubbliche. Nel 1855 ebbero il palazzo sul quai Émile-Zola, condiviso con l'università. Le separazioni moderne fra bellezza, prova storica e scienza vennero dopo. I due musei discendono anche dall'ambizione di far entrare il mondo nelle stanze di una persona.

Veronese manda il salvatore dall'alto

In Perseo libera Andromeda, la spada arriva dal cielo, il mostro dall'acqua e la donna resta incatenata alla roccia. Il corpo immobile fa da perno. La cittadina lontana rende il pericolo quasi locale, appena oltre un lungomare abitabile.

Il mito punisce Andromeda per l'offesa agli dèi della madre Cassiopea. Veronese rinuncia a testa di Medusa e Pegaso: bastano calzari alati, spada e spazio. Dopo l'affollamento di Rubens, separa vittima, aggressore e soccorritore affinché l'occhio ne anticipi l'incontro.

Persée délivrant Andromède
Tre direzioni per il salvataggio: donna alla roccia, mostro in basso, Perseo in discesa. Vedi l’opera →

Prima di Rennes nel 1801 il quadro passò per Nicolas Fouquet e le raccolte reali francesi. Offre un'altra via al museo rispetto al gabinetto di Robien: una galleria provinciale apriva al pubblico uno spettacolo prima riservato al re e alla corte.

Il piccolo albero giallo di Bernard

Alto circa sessantasei centimetri, L'albero giallo chiede un cambio di scala. Datato circa 1888, appartiene agli esperimenti di Bernard e Gauguin con forme semplificate e campiture larghe in Bretagna. Lo scambio estivo a Pont-Aven contribuì al sintetismo. Qui il colore decide l'attenzione senza vittime e salvatori.

Il giallo tiene insieme il quadro e rivendica la libertà di modificare l'apparenza naturale. Acquistandolo nel 1964, il museo nato da confische continuava a scegliere una direzione: un piccolo paesaggio discute con le ambizioni narrative della raccolta antica. Forza e dimensioni non coincidono.

L'ARBRE JAUNE
Bernard, circa 1888. Nel piccolo paesaggio verticale il colore sostiene l'incontro. Vedi l’opera →

Il Parlamento: dipinti passati dalle finestre

Nella notte fra 4 e 5 febbraio 1994 il fuoco distrusse il tetto del Parlamento. Conservatori e pompieri salvarono interni e grandi opere, passate dalle finestre e trattate in strada prima del trasporto. Guardando i soffitti ricordate peso, ingombro e fragilità di quella magnificenza: qualcuno dovette muoverla durante l'emergenza.

Il palazzo è ancora corte d'appello: prenotate tramite l'ufficio turistico. La Grand'Chambre unisce l'interno progettato da Charles Errard ai soffitti di Noël Coypel e riporta al lavoro di Robien. L'istituzione dei magistrati usava l'arte per dare forma visibile all'autorità.

Ai Champs Libres il Musée de Bretagne affronta immagini e giustizia attraverso Dreyfus. La raccolta iniziò con documenti del nuovo processo di Rennes del 1899; la figlia aggiunse poi quasi 4.500 pezzi. Il percorso rinnovato aprì nel 2026. Giornali, fotografie e caricature interrogano prove e persuasione. Prenotate prima il Parlamento, disponete attorno i musei e conservate un'ora per pranzo o fiume.

In copertina: Caccia alla tigre — Peter Paul Rubens. © musée des beaux-arts de Rennes; Ministère de la Culture (France), base Joconde