Dove vederlo

Dove vedere i dipinti di Paul Sérusier: il Talismano e la Bretagna oltre la leggenda

Si comincia con una tavoletta e una dubbia scatola di sigari. Oltre il racconto delle origini ci sono un amico in abito cerimoniale, un incontro di lotta e una fattoria sopravvissuta a un’epurazione museale.

2 novembre 2026 · 7 min di lettura · Redazione di ART WIKI

La scatola di sigari non torna. Per anni il racconto del Talismano di Paul Sérusier ha incluso un coperchio improvvisato, su cui il giovane avrebbe cambiato direzione alla propria pittura. Le indagini scientifiche indicano qualcosa di più ordinario: una tavoletta di pioppo predisposta per dipingere, con i bordi smussati per una cornice. Meno preparato era il dipinto: mancano imprimitura e disegno sottostante, e alcune tracce indicano l’uso di un dito per lavorare il colore. L’oggetto del Musée d’Orsay conserva la fretta, anche se la leggenda perde un accessorio.

Parigi: una lezione portata dalla Bretagna

Tornato da Pont-Aven nel 1888, Sérusier mostrò agli amici parigini il paesaggio dipinto sotto la guida di Gauguin. Le macchie di colore divennero il loro talismano. Eppure il Talismano resta un luogo. Cercate il bosco in alto a sinistra, il sentiero che attraversa la scena, gli alberi lungo il fiume e il mulino in fondo a destra. Trovarli conta. Il quadro, poi considerato un passo verso l’astrazione, cominciò da una riva; l’allontanamento dalle apparenze non cancellò l’assetto di quella veduta precisa.

Le Talisman, l'Aven au Bois d'Amour
Una piccola tavola di legno: nelle macchie di colore si leggono ancora un fiume, alberi e un mulino. Vedi l’opera →

Nabi significa «profeta» in ebraico: un nome adatto a un gruppo che poteva vivere la scoperta artistica come rivelazione. Restava anche spazio per il gioco. Nel Ritratto di Paul Ranson in costume nabi, altro dipinto di Orsay, barba a punta e monocolo identificano l’amico intento a decifrare una scrittura misteriosa. Sul bastone compare un pentagramma. Il suo studio era chiamato il Tempio e le riunioni potevano volgere in farsa. Non sappiamo se Ranson indossasse davvero quella tenuta agli incontri. L’iniziazione dipinta potrebbe contenere una battuta privata.

Dei bambini si affrontano nella Lotta bretone, osservati da un pubblico soprattutto femminile, con copricapi tradizionali. Praticano il gouren, forma bretone di lotta. Sérusier appiattisce il terreno e semplifica i corpi fino ad avvicinarsi alla schiettezza delle stampe popolari. I pittori di Pont-Aven immaginavano la Bretagna come un luogo in cui le antiche usanze erano sfuggite ai cambiamenti industriali. Ricordate che era la loro visione scelta della regione. Nella tela di Orsay lo sport locale offre un’azione attorno alla quale disporre colori nettamente separati.

Madrid: la fioritura occupa il quadro

L’albero di Due bretoni sotto un melo in fiore fa più che offrire uno sfondo. Rami scuri e fiori rosa si intrecciano attraverso le donne e le attirano nello stesso spazio poco profondo. Il quadro del Thyssen-Bornemisza unisce due arti studiate da Sérusier: le stampe giapponesi, con asimmetria e forme piatte, e gli affreschi italiani antichi, con figure immobili. Considerava i quadri decorazioni e apprezzava l’arte murale. Le donne sembrano trattenute dai rami fioriti, anziché stare in un paesaggio percorribile.

Two Breton Women under an Apple Tree in Flower
Fiori rosa e rami scuri legano le due figure alla superficie. Vedi l’opera →

Washington: la fattoria sopravvissuta all’epurazione

Un cortile bretone apparentemente innocuo acquistò in Germania un’identità pericolosa. Fattoria a Le Pouldu entrò nel museo di Ulma nel 1925. Sotto i nazisti fu bollata come degenerata e il direttore ebreo Julius Baum venne estromesso. Il quadro apparve nel 1933 in una mostra contro le sue acquisizioni. Fallirono i tentativi di venderlo o scambiarlo; in qualche modo sfuggì ai sequestri del 1937 e rimase in deposito. Entro il 1950 tornò esposto, poi fu venduto nel 1955, quando il museo orientò le raccolte verso l’arte regionale.

A Washington, Fattoria a Le Pouldu risultava nella sala M-083 della National Gallery of Art alla nostra verifica dell’autunno 2026. La scena non spiega a prima vista l’ostilità suscitata un tempo. Una donna attraversa il cortile accanto alla casa dal tetto di paglia. Seguite la curva del tetto e la chiazza gialla di sole a terra. Sérusier riduce i passaggi di luce e ombra a forme ampie: il cortile diventa un insieme leggibile subito. La casa resta riconoscibile, ma il contorno assume un nuovo compito.

Farmhouse at Le Pouldu
Un cortile bretone la cui storia novecentesca passò attraverso l’attacco all’arte moderna nel museo di Ulma. Vedi l’opera →

Chicago: una piccola figura fra le sabbie

A Chicago, nella raccolta dell’Art Institute, La spiaggia dei Grands Sables a Le Pouldu lascia rimpicciolire la presenza umana. La sabbia gialla domina la metà inferiore; una donna lontana in abito bretone è vista di profilo. Dopo i gruppi serrati di Parigi e Madrid, qui lo sguardo ha spazio per vagare. Alla morte di Sérusier il dipinto passò alla moglie Marguerite; entrò nella raccolta di Chicago nel 2011. Nell’autunno 2026 era esposto nella sala 247.

Concedete alla spiaggia qualche momento senza cercarvi una storia. L’attenzione ha una misura diversa rispetto alla lotta: la figura è abbastanza piccola perché la sabbia resti l’avvenimento principale. Richiamate poi alla mente lo studio sulla riva. Sono due paesaggi in cui il colore occupa più spazio dell’azione umana, senza abbandonare un luogo preciso della Bretagna. Per il primo incontro con Sérusier, Parigi offre l’accesso più diretto agli inizi del gruppo. Lasciate tempo per avvicinarvi al Talismano: misura soltanto 27 per 21,5 centimetri.

In copertina: Le Talisman, l'Aven au Bois d'Amour — Sérusier, Paul. Paul Sérusier · Public domain · Wikimedia Commons