
Albrecht DürerGermania, 1471–1528Saint George Killing the Dragon
Si può vedere?
Non esposta al momento
Dove si trova «Saint George Killing the Dragon» oggi? Collezione: National Gallery of Art, Washington. Non esposta al momento. Verificato 29 settembre 2026.
Washington, Stati Uniti
Appartiene alla collezione, ma al momento non è esposta.
- Verificato
- Ultimo cambio di stato
- Fonte
- Il museo
Sull’opera
Saint George’s legend was widespread throughout the Middle Ages. Warrior saints were particularly popular among the knightly class. Here Saint George is depicted as the consummate knight clad in gleaming plate armor as he slays the dragon, a symbol of evil. Such saints are frequently represented demonstrating their martial prowess by killing dragons or demons. For audiences familiar with the chivalric entertainments of their time, stories like those of Saint George held special appeal in representing the triumph of good over evil.
National Gallery of Art
Scheda
- Numero di inventario
- 1943.3.3597
Che cosa raffigura
In catalogo
Esposizioni
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Fonti
- Cleveland Museum of Art
- Immagine: National Gallery of Art — Museum open access
Nella vita di Albrecht Dürer
Tutta la vita1500
Jacopo de’ Barbari e il segreto delle proporzioni
Giunse a Norimberga il veneziano Jacopo de’ Barbari, che Dürer aveva conosciuto a Venezia; a suo dire, apprese da lui molto sulla prospettiva, l’anatomia e le proporzioni. Convinto che de’ Barbari non gli svelasse tutto, Dürer avviò ricerche proprie, che lo impegnarono per tutta la vita.
1501–1502
Fra gli umanisti di Norimberga
Grazie all’amico di lunga data Willibald Pirckheimer, Dürer entrò nella cerchia degli umanisti di Norimberga. Incise illustrazioni per le opere di Rosvita (1501) e i «Quattro libri d’amore» (1502), pubblicati da Conrad Celtis, e ornò di disegni 14 libri della biblioteca di Pirckheimer.
1502
La morte del padre
Morì Albrecht Dürer il Vecchio e il figlio si assunse la cura della madre e dei due fratelli minori, Endres e Hans.
1504 · Luogo di lavoro
Lutherstadt Wittenberg
1505
Il secondo viaggio in Italia
Dürer ripartì per l’Italia, forse non soltanto per guadagnare, ma anche per porre fine alle copie delle sue incisioni eseguite da Marcantonio Raimondi. Del soggiorno a Venezia si ha notizia attraverso dieci lettere a Pirckheimer giunte fino a noi.
1505–1507
L’amicizia con Giovanni Bellini
Dürer considerava Giovanni Bellini «il migliore nella pittura», l’unico dei maestri veneziani con cui strinse amicizia. La «Madonna del lucherino» fu forse dipinta su richiesta di Bellini.

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![Lot and His Daughters [reverse], Albrecht Dürer, c. 1496/1499](https://api.nga.gov/iiif/7565a449-f82a-414b-9bda-c93f55a51b4d/full/!2400,2400/0/default.jpg)





![Ginevra de' Benci [obverse], Leonardo da Vinci, c. 1474/1478](https://api.nga.gov/iiif/8f29e3c9-a289-4d53-abf0-31a66e9e98fa/full/!2400,2400/0/default.jpg)
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