
Alexander CalderStati Uniti, 1898–1976Soda Fountain
Si può vedere?
Non esposta al momento
Dove si trova «Soda Fountain» oggi? Collezione: Museum of Modern Art, New York. Non esposta al momento. Verificato 22 settembre 2026.
New York, Stati Uniti
Appartiene alla collezione, ma al momento non è esposta.
- Verificato
- Fonte
- Il museo
Scheda
- Numero di inventario
- 844.1966
In catalogo
Fonti
- Museum of Modern Art
- Immagine: Museum of Modern Art — © the artist or rights holder
Nella vita di Alexander Calder
Tutta la vita1926
Verso Parigi, marinaio sul cargo «Galileo»
Nel luglio 1926 Calder parte per Parigi come membro dell'equipaggio del piroscafo mercantile britannico «Galileo» fino a Hull, proseguendo poi in treno e in battello. A Parigi si iscrive all'Académie de la Grande Chaumière e allestisce uno studio al 22 di rue Daguerre, a Montparnasse, trasferendosi in seguito al 7 di villa Brune.
1927
La prima personale a Parigi
La prima mostra personale di Calder si tiene nel 1927 alla galleria Jacques Seligmann di Parigi.
1927
Fra l'avanguardia parigina
Nel 1927 Calder si stabilisce a Parigi e si avvicina agli ambienti d'avanguardia, a Cocteau, Man Ray, Mondrian, Desnos e Le Corbusier; stringe amicizia con Fernand Léger, Jean Arp e Marcel Duchamp, mentre quella con Joan Miró durerà tutta la vita.
1929
Sculture in filo metallico alla galleria Billiet
Calder inventa la scultura in filo metallico, il «disegno nello spazio», e nel 1929 tiene alla galleria Billiet di Parigi la prima personale dedicata a queste opere; la prefazione del catalogo è scritta dal pittore Jules Pascin, amico dei caffè di Montparnasse. «Hi!», uno dei primi esempi delle sue opere in filo metallico, è conservato all'Honolulu Museum of Art.
June 1929
L'incontro con Louisa James sul piroscafo
Nel giugno 1929, durante la traversata da Parigi a New York, Calder incontra la futura moglie Louisa James (1905–1996), figlia di Edward Holton James e pronipote dello scrittore Henry James e del filosofo William James. Si sposeranno nel 1931 e resteranno insieme fino alla morte di lui; avranno due figlie.
1930
Nello studio di Mondrian: lo choc dell'astrazione
La visita allo studio di Piet Mondrian nel 1930, con il suo ambiente concepito come un'installazione, «sconvolge» Calder e lo spinge ad abbracciare pienamente l'astrazione, verso cui già propendeva. Rifiuta la staticità del neoplasticismo di Mondrian e si propone di creare sistemi dinamici che riflettano il continuo mutare della natura; un altro impulso verso l'arte cinetica viene dalle impressioni di un planetario che mostrava il movimento dei corpi celesti.















