
Alexander CalderStati Uniti, 1898–1976Necklace
Si può vedere?
Non esposta al momento
Dove si trova «Necklace» oggi? Collezione: Museum of Modern Art, New York. Non esposta al momento. Verificato 22 settembre 2026.
New York, Stati Uniti
Appartiene alla collezione, ma al momento non è esposta.
- Verificato
- Fonte
- Il museo
Scheda
- Numero di inventario
- 748.1943
In catalogo
Fonti
- Museum of Modern Art
- Immagine: Museum of Modern Art — © the artist or rights holder
Nella vita di Alexander Calder
Tutta la vita1939
Daughter born: Mary Calder Rower
1939–1945
Gli anni di guerra: «costellazioni» al posto dell'alluminio
Durante la Seconda guerra mondiale Calder cerca di arruolarsi nei Marines come specialista del camuffamento, ma viene respinto. La scarsità di alluminio lo induce a tornare al legno intagliato e a creare un nuovo tipo di scultura a struttura aperta, le «costellazioni».
1940
La prima mostra di gioielli alla Willard Gallery
Nel 1940 si tiene con successo alla Willard Gallery la prima mostra dei gioielli di Calder. Le sue creazioni sono indossate da Peggy Guggenheim, Simone de Beauvoir e altre celebrità.
1941
La mostra da Pierre Matisse: pochi acquirenti
Alla mostra di Calder del 1941 da Pierre Matisse, stando a una copia del libro contabile, soltanto poche opere trovarono un compratore: Solomon R. Guggenheim ne pagò una appena 233,34 dollari. Fra la fine degli anni 1930 e l'inizio degli anni 1940, le opere di Calder si vendevano in genere di rado e a poco prezzo.
1942
Orecchini di Calder all'apertura di «Art of This Century»
All'inaugurazione della sua galleria newyorkese «Art of This Century», Peggy Guggenheim indossa un orecchino di Calder e uno di Yves Tanguy, per mostrare pari fedeltà al surrealismo e all'astrazione, le cui opere sono esposte in sale diverse. Calder le aveva regalato enormi orecchini mobiles d'argento, e in seguito lei gli commissionò una testiera da letto in argento sbalzato con pesciolini oscillanti.
1943
La retrospettiva al Museum of Modern Art
Nel 1943 il Museum of Modern Art organizza una retrospettiva di Calder, curata da James Johnson Sweeney e Marcel Duchamp; l'affluenza di visitatori impone di prolungarla. Talvolta viene indicata come la prima retrospettiva dell'artista.















