
Angelica KauffmannSvizzera, 1741–1807Johann Winckelmann
Si può vedere?
Non esposta al momento
Dove si trova «Johann Winckelmann» oggi? Collezione: National Gallery of Art, Washington. Non esposta al momento. Verificato 29 settembre 2026.
Washington, Stati Uniti
Appartiene alla collezione, ma al momento non è esposta.
- Verificato
- Ultimo cambio di stato
- Fonte
- Il museo
Scheda
- Numero di inventario
- 1991.203.22
Che cosa raffigura
In catalogo
Fonti
- National Gallery of Art
- Immagine: National Gallery of Art — Museum open access
Nella vita di Angelica Kauffmann
Tutta la vita1763
A Roma conosce la colonia inglese
Trasferitasi a Roma nel gennaio 1763, Kauffmann fu presentata alla comunità britannica; studiando l'inglese e continuando a dipingere ritratti, divenne la ritrattista prediletta degli inglesi in visita a Roma.
1764
Il ritratto di Winckelmann
A Roma Kauffmann dipinse un ritratto a mezza figura dello storico dell'arte Johann Joachim Winckelmann e ne trasse un'acquaforte; nell'agosto 1764 Winckelmann scrisse a un amico della sua popolarità: conosceva l'italiano e il tedesco, parlava correntemente francese e inglese, poteva dirsi bella e nel canto poteva competere con i migliori virtuosi.
1766
L'amicizia con Joshua Reynolds
Reynolds divenne l'amico più fedele di Kauffmann: nei suoi taccuini lei compare spesso come «Miss Angelica» o «Miss Angel»; nel 1766 egli ne dipinse il ritratto e lei ricambiò con un ritratto di Reynolds.
1766
L'arrivo a Londra
Nel giugno 1766 Kauffmann arrivò a Londra al seguito di lady Wentworth, che l'aveva persuasa a partire con lei. La posizione di lady Wentworth le aprì le porte della società e la famiglia reale le riservò particolare benevolenza.
1768
Membro fondatore della Royal Academy of Arts
Nel dicembre 1768 Kauffmann divenne membro fondatore della Royal Academy of Arts di Londra, una delle due donne fra i fondatori.
1781
Il ritorno a Roma
Delusa dall'indifferenza degli inglesi verso la pittura di storia, nel 1781, dopo le nozze con Antonio Zucchi, Kauffmann lasciò Londra, dove aveva vissuto per quindici anni, e tornò a Roma: qui il genere era più conosciuto e godeva del sostegno di mecenati e collezionisti.







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